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Convegno internazionale
di CSPDM Formazione - giovedì, 25 settembre 2014, 11:11
 

Napoli - 27 gennaio 2014

Sala accoglienza - Palazzo Reale

 Convegno internazionale  “Il rispetto dei diritti umani per una cittadinanza attiva”

Il 27 gennaio è giorno dedicato alla giornata della memoria degli stermini nazisti. La Shoah degli ebrei fu preparata negli anni trenta e poi sperimentata durante la seconda  guerra mondiale con lo sterminio delle persone con disabilità. Basandosi sui concetti di vite inutili, di costi non sostenibili dalla società e della purezza della razza ariana, furono uccisi, attraverso leggi e pratiche in ospedali e istituti speciali, decine di migliaia di persone con disabilità. Bambini soppressi con iniezioni letali, persone con disabilità psicosociale, prima sterilizzate e poi gasata, morti per privazioni di alimenti e di liquidi, cavie umane sottoposte a sperimenti scientifici.

 Contemporaneamente all’inizio della guerra, Hitler lanciò un progetto segreto denominato Action T4. In sei centri in Germania furono concentrate persone con disabilità, poi soppresse in camere a gas ed infine cremate, In questo modo furono uccise più di 71.000 persone con disabilità. Pur condannando i medici responsabili nel tribunale di Norimberga, per molti anni l’episodio è risultato dimenticato.

Negli ultimi anni, soprattutto in alcuni paesi “ricchi”, è stato riproposto – in forme nuove – il teorema nazista: vi sono bambini che dalla nascita presentano forti diversità funzionali, essi sono un peso per la famiglia e per la società, dal momento che le cure mediche e assistenziali sono costose e gravose per chi le deve svolgere. Inoltre queste persone condurranno delle vite di sofferenza e di dolore. Il teorema nazista è riproposto dalle tesi di Peter Singer che sostiene di non investire su bambini con pesanti dipendenze – considerati subumani- , visto che le risorse della società sono limitate; dal Protocollo di Groeningen stilato da medici che vorrebbe autorizzare l'uccisione di bambini con spina bifida alla nascita (in Olanda ed in Belgio si stanno discutendo leggi sull'eutanasia attiva per questi neonati); dalla richiesta del Collegio reale degli ostetrici e ginecologi del Regno Unito di uccidere i neonati con forti diversità funzionali.

Il convegno vuole aprire un dibattito pubblico sul tema anche in Italia, rilanciato dall’ultimo numero della rivista MicrOmega, per denunciare teorie derivanti da logiche naziste e sottolineare che vanno tutelati i diritti umani di tutti gli esseri umani, anche delle persone con disabilità, come sancito dalla Convenzione sui diritti umani delle persone con disabilità delle Nazioni Unite, ratificata da 139 paesi, tra cui l’Italia e l’Unione Europea. La disabilità infatti non è una condizione soggettiva, ma “è il risultato dell’interazione tra persone con menomazioni e barriere comportamentali ed ambientali, che impediscono la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su base di uguaglianza con gli altri”. Responsabilità della società è quella di rimuovere barriere, stigma negativi e discriminazioni che impediscono a queste persone di godere dei loro diritti umani. E’ necessario avere consapevolezza che solo un’Europa rispettosa di tutte le diversità umane garantisce il rispetto dei diritti umani di tutti: questo è l’obiettivo del convegno

Infatti partendo dalla rassegna storica della costruzione dello stigma negativo verso le persone con disabilità culminate nell’Action T4, il convegno presenterà un panorama europeo dei rischi di riproposizione – in forme mutate - dello stermino nazista verso queste persone. Parteciperanno al convegno rappresentanti di associazioni di persone con disabilità del Belgio, della Germania, della Spagna, della Francia oltre a quelli italiani. Gli interventi approfondiranno da vari punti di vista le tematiche collegate (l’eutanasia attiva, la medicina inutile, l’aborto “terapeutico”, la tutela dei diritti umani), dando il punto di vista delle stesse persone con disabilità, oggi non più spettatrici passive, ma con un ruolo importante sintetizzato dallo slogan “Niente su di noi senza di noi”; verranno infine proposte le azioni possibili per contrastare questa deriva.

Il convegno si concluderà nel pomeriggio con una tavola rotonda a cui parteciperanno le istituzioni nazionali e locali, l’università, il mondo della bioetica, le associazioni. Infatti lo sforzo congiunto dei vari attori può essere un baluardo efficace per contrastare la riproposizione di tesi naziste.

Essere cittadini europei significa ricordare quello che è successo perché non si ripeta più. 

 

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